Cosa si paga dallo psicologo?

Alleanza e contratto terapeutici

tempo-e-soldi Cosa si paga dallo psicologo?

  1. Spesso accade di ascoltare persone che dicono esplicitamente di essersi rivolte a uno psicologo solo dopo essersi rese conto che parlare delle proprie difficoltà con amici o con membri della propria famiglia, se, nella migliore delle ipotesi, non produceva proprio nulla, nella peggiore non faceva che acutizzare l’elemento fonte di sofferenza.
  2. Pagare una psicoterapia o una consulenza psicologica rappresenta una cornice imprescindibile affinchè psicologo e cliente, o psicoterapeuta e paziente, possano svolgere il loro lavoro insieme senza sconfinare in una sorta di amicizia a pagamento o, al contrario, di beneficienza che vincolerebbe entrambi gli interlocutori imbrigliandoli in moti di gratitudine o risentimenti legati alla concessione o negazione di favori personali (dinamiche di dipendenza). Il pagamento fa dunque da cornice sicura (setting) al percorso di psicoterapia consentendo ad entrambi di impegnarsi seriamente secondo uno specifico Contratto.
  3. Tra terapeuta e paziente si crea un rapporto asimmetrico definito dal fatto che nello spazio del colloquio è esclusivamente del paziente che si andrà a parlare abolendo, quindi, quella forma di reciprocità e di scambio confidenziale che sostanzia invece – e giustamente – un rapporto di amicizia.
  4. In una consulenza psicologica come in una psicoterapia, è proprio la relazione che intercorre fra psicologo e cliente a rappresentare il principale strumento di lavoro dal momento che le problematiche portate sono riconducibili proprio alle modalità con cui il cliente vive le relazioni con gli altri nel suo contesto di vita. E lo psicoterapeuta non fa parte del suo contesto di vita, bensì è un esperto neutrale!
  5. Poichè l’ora accordata a un paziente non è una concessione o un favore personale che lo psicologo o uno psicoterapeuta fa, ma un impegno per il lavoro che le due parti andranno a fare nel prioritario interesse del paziente, il pagamento oltre ad essere giustificabile per i più scontati motivi di tutte le prestazioni professionali specializzate, tutela quest ‘alleanza terapeutica.
  6. La componente umana del rapporto terapeutico, l’empatia, rappresenta uno degli strumenti più importanti  ma, proprio perché non si è tenuti alla reciprocità a cui si è vincolati nei comuni rapporti umani, il paziente nell’ambito del colloquio è libero di parlare (o di non parlare) per come realmente si sente, senza dover ricambiare una qualche forma di attenzione o di amicizia nei confronti del suo interlocutore.
  7. Il paziente ricambia il tempo a lui dedicato dal terapeuta tramite il pagamento (onorario), e questo sgombra il campo da altre forme di reciprocità che snaturerebbero la relazione fra psicoterapeuta e paziente rendendo inefficace il loro lavoro.
  8. Alla fine del lavoro psicoterapeutico, terapeuta e paziente restano liberi dalle dinamiche negative che spesso si creano nella vita personale, amicale e familiare. A volte infatti si decide di consultare uno psicologo perché magari i propri cari possono essere la fonte di alcuni problemi o proprio perché, poter instaurare relazioni di profonda intimità ed affetto con gli altri, può essere il problema!
  9. Pagare, significa simbolicamente ed emotivamente investire energie e risorse su qualcosa che si ritiene importante. Significa garantirsi uno spazio professionalmente adeguato per poterle trattare, significa prendersi sul serio e rispettare anzitutto sé stessi.